Nel cuore del quartiere San Siro, a Milano, una parete ha smesso di essere solo cemento per diventare racconto. È qui che ha preso vita il primo murale promosso da Fondazione Lotus: un’opera collettiva nata da un lungo percorso educativo e riparativo, che ha coinvolto dodici ragazzi e ragazze in messa alla prova.
Per dieci mesi, i giovani – seguiti da USSM, dai servizi territoriali, dall’Istituto di Mediazione Familiare e Sociale di Brescia e dal Servizio di Psicologia Clinica dell’Università Cattolica – hanno affrontato un percorso di responsabilizzazione fatto di trekking, gruppi di parola e terapia. Nella fase finale, hanno lavorato insieme ad altri coetanei con disabilità o vissuti familiari complessi, riflettendo su due parole chiave: giustizia e riparazione. Da lì, sono emersi nuovi valori condivisi: inclusione, sostenibilità, fiducia.
Guidati dall’artista e street artist Martina Rotondo, i ragazzi hanno trasformato le loro riflessioni in un’opera visiva che racconta emozioni, cambiamento e speranza.
Il murale è anche un’azione concreta di sostenibilità ambientale: è stato realizzato con Airlite, una pittura ecologica che purifica l’aria, riduce fino all’80% degli inquinanti e assorbe CO₂, grazie a un processo fotocatalitico. Prodotta con materiali riciclati e fonti rinnovabili, Airlite rappresenta un esempio perfetto di arte che cura.
Il progetto è stato reso possibile dalla collaborazione tra Fondazione Lotus, l’Istituto di Mediazione Familiare e Sociale, l’associazione True Quality, il Comune di Milano – Assessorato alla Cultura e Direzione Educazione – con il supporto di Tommaso Sacchi, Alice Cosmai e Andrea Grieco.
Un grazie speciale a chi, in forma anonima, ha scelto di sostenere questa iniziativa.
Perché rigenerare un muro può significare rigenerare anche comunità, relazioni e visioni condivise.
Photo credits: Monica Taglietti
